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Il mondo sacramentale dei simboli del Natale

CHRISTMAS CANDLE

Alex Neu | Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 05/12/21

di Priscilla Smith McCaffrey

In un pomeriggio di dicembre, stavo guardando mio nipote di un anno Ronan-il-Barbaro gattonare intorno all’albero di Natale. Si fermava, stendeva il braccio e affondava il pugno nell’acqua della base dell’albero. E poi si benediceva, ovviamente a modo suo. Dal suo punto di vista, non era diverso dall’acquasantiera in cui il padre lo aiutava a immergere la manina. Questo ha scatenato una rivelazione: vedeva il suo mondo sempreverde sotto le luci dell’albero di Natale come un sacramentale. Aveva familiarità, per quanta può averne un bambino, con i riti del Mistero, e poteva guardare al suo mondo ristretto e associare le cose speciali ai Riti Sacri. Non poteva definirlo “santo” o “sacramentale”, ma poteva usarlo come santo e come sacramentale. Poteva acquisire l’abitudine prima del concetto. L’associazione non richiede troppo potere cerebrale. È splendidamente naturale. 

Quando guardate un simbolo di una festa cristiana, la descrizione inizia spesso così: in epoca pagana, si pensava originariamente che questo agrifoglio, questa stella, quest’albero, questo animale, questo sole, questa luna, questo giorno possedesse certi poteri magici per via di qualche attributo significativo o di qualche disposizione cosmologica. Io tendo a non pensarlo, ovvero tendo a ritenere che la mente pagana abbia fatto originariamente associazioni con la natura nello stesso modo ludico usato dalla nostra mente, forse più facilmente nell’infanzia. All’epoca forse i pagani attribuivano poteri magici alle cose, ma non è vero che il sole dà vita? Le stelle non governano i cieli con regolarità magistrale? Tendo a pensare che i pagani a cui ci riferiamo amassero semplicemente vedere la poesia nella natura e la sua rilevanza per la loro vita e le loro comunità. Mi chiedo se l’enfasi sprezzante sulle religioni primitive non sia più un riflesso dell’incapacità dell’Illuminismo di cogliere la trascendenza di qualsiasi sorta.

È una grande questione su cui indagare. A mio avviso tutte le culture, soprattutto quelle vicine alla terra, hanno simboli tratti dalla natura che parlano di cose superiori. Forse in passato l’immaginazione collettiva dava loro poteri magici, ma anche quando l’associazione magica non c’è più, i simboli e i presagi rimescolano la consapevolezza e la memoria nazionale.

Il simbolo natalizio dell’agrifoglio

L’agrifoglio è uno di quei simboli natalizi che si fanno risalire ai druidi e dice ancora molto ai Britannici di oggi (credo che al giorno d’oggi i druidi ottengano più rispetto dei cristiani. Ci sono alcune loro concezioni più autoctone delle loro sorelle e dei loro fratelli diventati cristiani. Stessa linea di sangue ma PR migliori). I druidi usavano l’agrifoglio nei riti per propiziare la fertilità. Sotto dispensa cristiana, una corteccia amara come il fiele. La canzone ricorda il sangue di Cristo, la corona di spine… E portando la corona “di tutti gli alberi della foresta”, l’agrifoglio suggerisce la regalità di Cristo su tutti gli uomini. Tra i cristiani, l’agrifoglio diventa una sorta di sacramentale, perché indica Cristo e ci fa ricordare la Sua vita. Per associazione, l’agrifoglio diventa teoricamente, ma non realmente, santo. Non impartisce una benedizione (dico “sacramentale”, ma non nel senso più autentico).

Il simbolo natalizio del pruno

La Cina ha uno splendido simbolo della vita nuova e della perseveranza durante i conflitti: il fiore di pruno. Il pruno fiorisce in inverno. I suoi rami non sono pieni di boccioli, e colpiscono soprattutto per la loro eleganza e la loro umiltà, anche sotto uno strato di neve. L’aspetto del pruno suggerisce qualità intrinseche di grazia che perdurano nei periodi di lotta.

Se dovessi designare i simboli del Natale che possono raggiungere il cuore cinese sceglierei il pruno, perché porta umilmente i suoi boccioli in una notte oscura invernale. Ci fa ricordare il Bambino – il bocciolo di Aronne, la rosa di Giuda.

Tutto ciò che indica Gesù, il bambino che giace in una mangiatoia, è una sorta di sacramentale. Perfino l’acqua nel supporto per l’albero di Natale.

Christmas Blossoms

Potete conoscere meglio l’affascinante ironia dei nostri oggetti natalizi più cari, sia sacri che secolari, prodotti dagli artisti e dagli artigiani della Cina comunista nel libro Christmas Blossoms. Nel profondo del cuore, cosa pensano questi artigiani della mangiatoia, dei pastori, di Babbo Natale e della Vergine Maria? Della stella, delle campane, dell’agrifoglio e dei Magi? E, cosa più importante, come presentano il Santo Bambino che sta alla base del mondo occidentale? Storia per giovani e adulti, questo romanzo splendidamente illustrato cattura il modo in cui lo spirito cristiano perdura e tocca i cuori nonostante le forze antagoniste del consumismo e dell’oppressione, e toccherà anche il vostro cuore.

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Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

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