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Il presepe di Piazza San Pietro di quest’anno simboleggia la chiamata universale alla salvezza

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Antoine Mekary | ALETEIA

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 10/12/21

Fedeli e pellegrini potranno ammirare una riproduzione della vita dei popoli delle Ande

Nel presepe di Piazza San Pietro di quest’anno figura un Bambino Gesù andino, con Giuseppe e Maria che indossano poncho, coperte e altri indumenti tipici, oltre al tipico lama.

Non poteva poi mancare la rappresentazione del condor, uccello rapace lungo più di un metro e con un’apertura alare di tre, che vola simbolicamente su Piazza San Pietro in un’evocazione della cultura andina, che abbraccia non solo il Perù, ma anche Bolivia, Cile, Ecuador, Argentina e Colombia. 

La canzone El condor pasa è diventata un inno per i Paesi della zona andina. Il brano originale era una zarzuela peruviana, composta da Daniel Alomía Robles nel 1913, e il libretto è opera di Julio de La Paz.

Molti sono rimasti sorpresi dall’esuberanza di colori e volti indigeni, e soprattutto dalla presenza di un uccello rapace in mezzo a una raffigurazione così sacra che ricorda la nascita del Salvatore.

Il Papa ha “sdrammatizzato” la questione dopo l’Angelus del 24 ottobre, quando ha annunciato l’origine del presepe di quest’anno salutando con affetto la comunità peruviana, che quel giorno celebrava la festa del Señor de los Milagros.

Il Bambino Gesù con tratti indigeni

Il Bambino Gesù ha le sembianze di un bambino Hilipuska, chiamato così perché è avvolto in una coperta tipica di Huancavelica.

Le statue sono a grandezza naturale, e indossano gli abiti tipici chopcca. 

Il presepe andino è composto da oltre 30 pezzi ed è stato realizzato da cinque famosi artisti di Huancavelica. Tra i suoi obiettivi, c’è anche quello di commemorare i 200 anni dell’indipendenza del Paese.

Nel presepe ci sono anche statue di vari animali appartenenti alla fauna locale, come alpaca, vigogne, pecore e viscacce.

Le statue del Bambino Gesù, della Vergine Maria, di San Giuseppe, dei Re Magi e dei pastori sono realizzate a grandezza naturale con materiali come ceramica, legno di maguey (agave) e fibra di vetro.

I Re Magi portano sacchi con cibi tipici di Huancavelica, e sono accompagnati da lama che portano sul dorso una bandiera peruviana.

La salvezza è per tutti

Fedeli e pellegrini potranno ammirare una riproduzione della vita dei popoli delle Ande e simboleggia la chiamata universale alla salvezza, nella misura in cui il Figlio di Dio si è incarnato per salvare tutti gli uomini e le donne della Terra, indipendentemente da lingua, cultura o nazione.

La creazione del presepe andino è il risultato della collaborazione tra la Conferenza Episcopale Peruviana, la diocesi di Huancavelica, il governo regionale, il Ministero del Commercio Estero e del Turismo, il Ministero degli Esteri e l’Ambasciata del Perù presso la Santa Sede.

La nascita del Salvatore è annunciata da un bambino angelo, che suona il tipico strumento chiamato wajrapuco.

Si può anche osservare una rappresentazione in scala ridotta della comunità Chopcca, con la sua cultura, le tradizioni e gli strumenti ancestrali che gli agricoltori utilizzano per arare la terra.

Chopcca è una comunità di lingua quechua con poco più di 10.000 abitanti. La comunità rurale si trova ad est della città di Huancavelica, capitale del departimento omonimo, a un’altezza che va dai 3.680 ai 4.500 metri sul livello del mare, in una zona attraversata dal Qhapaq Ñan, o Cammino Inca.

Cerimonia

L’inaugurazione del presepe e l’accensione dell’albero di Natale avranno luogo alle 17.00 di questo venerdì, 10 dicembre.

La cerimonia sarà presieduta dall’arcivescovo Fernando Vérgez Alzaga, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Al mattino, le delegazioni di Huancavelica, Andalo e Gallio verranno ricevute in udienza da Papa Francesco per lo scambio ufficiale dei doni.

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