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Il vero significato del Natale è *ricevere* doni

CHILD SURPRISE BOX

Valter Dias | Shutterstock

Tom Hoopes - pubblicato il 14/12/21

Gli eroi dell'Avvento e del Natale erano tutti bravissimi a ricevere

Dico sempre ai miei figli che il vero significato del Natale è ricevere doni.

Ovviamente, sappiamo dal Signore stesso che è meglio donare che ricevere, ed è altrettanto ovvio che un Natale in cui un bambino riceve una pioggia di regali ma fa una scenata perché non ha ricevuto quella cosa speciale che desiderava è come una derisione del Natale.

L’attteggiamento natalizio che ho constatato più spesso nella vita, in anni e anni in cui non potevamo permetterci molto, non è affatto questo: i bambini guardano i regali la mattina di Natale con grande stupore e gratitudine.

Quando prevale questo spirito, il fatto di ricevere i doni imita perfettamente lo stato in cui ci troviamo nei confronti di Dio. La grazia è come il Natale: doni stravaganti, immeritati e infiniti effusi su di noi per nessun’altra ragione se non il fatto che Dio ci ama.

E allora ecco qualche modo per promuovere la virtù di saper ricevere doni a Natale.

1: Condividete la visione di ricettività e accoglienza della Bibbia

Gli eroi dell’Avvento e del Natale erano tutti bravissimi a ricevere, ad accogliere: Giovanni Battista ci dice di preparare la strada, i pastori accolgono la Buona Novella, Giuseppe e Maria hanno accolto il bambino, il mondo ha accolto il suo salvatore, e perfino il Bambino Gesù ha ricevuto oro, incenso e mirra.

I cattivi del Natale sono quelli che non sanno ricevere: l’albergatore che non aveva posto per Gesù ed Erode che ha rifiutato di accogliere il bambino appena nato.

La prima regola della ricettività è quindi “Non essere un cattivo di Natale”. Accoglietelo bene – nella Confessione, nella Comunione e a Natale.

2: Aiutare i poveri a ricevere doni e grazia

La teologia del corpo ci insegna che l’amore è donazione di sé – e la donazione di sé implica necessariamente il fatto di ricevere.

E allora durante l’Avvento, aiuta molto coinvolgere i bambini nel donare, di modo che possano imparare a ricevere. Ci sono molti modi per farlo, ad esempio portando i giocattoli che non si usano più al mercatino dell’usato.

Quando facciamo questo, preghiamo sempre per chi riceverà quello che stiamo donando – in primo luogo perché ha bisogno di grazia come di doni, e in secondo luogo perché è una cosa che ricorda al bambino che anche le cose che diamo le abbiamo ricevute, e Dio vuole che tutti ne beneficino.

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3: Insegnare l’arte dell’attesa

L’albero di Jesse ce lo insegna, e il countdown della corona d’Avvento lo rafforza: più aspettiamo qualcosa, più siamo soddisfatti quando arriva.

Tutti hanno le proprie tradizioni della mattina di Natale. Ci concentriamo sull’attesa. In genere andiamo alla Messa di mezzanotte, e questo aiuta i bambini ad addormentarsi in un attimo. Poi si aspetta nella stanza di mamma e papà finché tutti sono svegli, e arrivano i visitatori.

Leggiamo la storia del Natale tratta dal Vangelo di Luca prima di scendere al piano di sotto. Poi ci muoviamo in ordine di età, a cominciare dal più piccolo, visto che i più piccoli sono quelli per cui l’attesa è più difficile. Poi apriamo i regali. L’attesa rende i doni più speciali.

4: Donare intenzionalmente insegna a ricevere

Uno dei modi migliori per aiutare i bambini a ricevere bene è aiutarli a donare bene.

A casa nostra, piuttosto che far sì che tutti e nove i figli diano i propri doni a ogni fratello, facciamo scegliere ai figli un destinatario a cui dare un regalo, e poi devono fare un regalo che sia adatto a quella persona. Sperimentando cosa significa per gli altri ricevere bene (o male) quello che loro donano, imparano a ricevere bene (e non male) quello che ottengono.

5: Praticare la gratitudine

Possiamo ricordare che la Scrittura insegna che “Dio ama chi dona con gioia”. Penso che da questo derivi naturalmente il fatto che Dio ama chi riceve con gioia.

A casa nostra apriamo i doni una persona alla volta. Ciò significa che tutti gli occhi sono puntati su chi riceve. Chiunque vede la mamma trovare un utensile da cucina e saltare dalla gioia, papà scartare una sciarpa e dire “Ne avevo proprio bisogno!” e la sorella maggiore lanciare gridolini felici per qualcosa che non sembra affatto attraente.

Queste lezioni diventano importanti quando aprono i loro doni, che a casa nostra sono in genere “Qualcosa da indossare, qualcosa da leggere, qualcosa che volete e qualcosa di cui avete bisogno”. Dopo aver ricevuto si ringrazia, con un abbraccio per chi è nella stessa stanza o con un biglietto se la persona è lontana.

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