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L’ultima tendenza per essere alternativi? Cancellarsi da Facebook

SOCIAL MEDIA

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Umberto Macchi - pubblicato il 18/02/22

Amore e odio per il principe dei social network o forse una evoluzione dei gusti e delle preferenze del pubblico stanno trasformando la sua audience?

Da chi non lo molla un attimo, a chi non lo sopporta più, da chi commenta ogni post a chi si sente dipendente e si fa schiaffeggiare dagli amici ogni volta che vi accede. Insomma, in tutti questi anni ne abbiamo sentite di tutti i colori su Facebook (e sui social network in generale), a partire dall’accusa di fornire a gruppi estremisti un ecosistema in cui proliferare, in cui diffondere disinformazione e raccogliere dati. Il social network più grande al mondo, lo vediamo ormai tutti, sta attraversando una sorta di crisi esistenziale, soprattutto perché le giovani generazioni lo stanno abbandonando.

Facebook è popolato di persone di una certa età, lo sappiamo. Perché? I motivi possono essere molti: data la grande diffusione del social network, forse gli utenti più giovani sono spaventati dalla possibilità di far conoscere i fatti propri ai parenti adulti, dal fatto che possano taggarli nelle foto, oppure semplicemente non lo ritengono più un social cool. Quello che sappiamo è che stanno migrando verso altre piattaforme, come Instagram, TikTok e Snapchat. Il social network, a sentire i più giovani, si sarebbe trasformato in un luogo popolato solo da zie e zii fuori moda, oppure da chi ne è ormai così dipendente da non poterne fare a meno. Per non parlare poi del problema della morte: secondo le più recenti previsioni, infatti, Facebook si trasformerà nel cimitero più grande del mondo, all’incirca intorno al 2095. Non una prospettiva molto divertente per le nuove generazioni.

C’è anche da dire che tra i giovani sta iniziando a crescere una nuova consapevolezza: a volte la vita offline sembra più interessante di quella online, dove “tutti sanno tutto di tutti”. Grazie ai social network, infatti, è ormai possibile scoprire quasi qualsiasi cosa sugli altri: che cosa leggono, chi frequentano, dove lavorano, cosa cucinano, come si vestono, come parlano. Accade però che qualcuno sia molto riservato anche sui social, che non venga molto allo scoperto, che “non si faccia conoscere”, e oggi, quando accade, quella persona inizia a un tratto a essere molto affascinante ai nostri occhi, un pezzo di merce rara. Quasi che una presenza online prossima allo zero costituisca il meglio della rete. Un mistero in un universo ormai ben poco misterioso. Ma perché s’innesca questo meccanismo?

È probabile ci siano diversi motivi. Tuttavia, essere offline vale come indicatore di un certo grado di sicurezza e di autostima. Se non hai i social, ma soprattutto Facebook, il social più “banale” di tutti, significa che non cerchi notorietà, non ti interessi ossessivamente alle opinioni altrui, non hai bisogno di follower o like e vivi semplicemente la tua vita. Insomma, non soffri di FOMO, la paura di essere tagliati fuori dalle attività delle altre persone, la paura di essere esclusi da eventi, esperienze, opinioni o contesti sociali gratificanti.

La mancata presenza online probabilmente indica che la persona in questione ha una esistenza interiore ricca, e che verosimilmente lo stesso si può dire della sua carriera e della sua vita sociale: non essere sempre online incuriosisce le persone e magari può spingerle a conoscerci meglio nella vita reale, dato che non possono farlo sui social. Che le nuove generazioni stiano cambiando punto di vista? Forse. Chiediamoci: quando è stata l’ultima volta in cui ci siamo divertiti così tanto da dimenticare di raccontarlo in un post su Facebook?

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