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L’amore di Gesù per i bambini e lo “scandalo” della tenerezza

PaniYani|Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 25/02/22

«Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro».

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano.  Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto».  E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro.

(Marco 10,13-16)

Il Figlio di Dio, secondo i discepoli, può toccare un malato, un indemoniato, un peccatore, ma un bambino no. Perché finché la misericordia si presenta come guarigione, liberazione e perdono allora riusciamo anche a capirla, ma quando si presenta come tenerezza gratuita senza un fine immediatamente evidente allora cominciamo a fare fatica.

Eppure innanzitutto la misericordia è un gratuito e disinteressato gesto di tenerezza di Dio nei nostri confronti. E se delle volte diventa guarigione, liberazione e perdono, questo non deve ingannarci nel farci pensare che quell’amore è sempre un amore con un motivo pratico.

Noi siamo amati per noi stessi, e lo siamo in maniera gratuita e senza secondi fini, fossero anche fini buoni. “Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto»”.

Ricevere il regno di Dio come i bambini significa lasciarsi evangelizzare da questa gratuità di amore con cui siamo amati da Gesù. È mettersi nell’atteggiamento non di chi deve dimostrare qualcosa o meritarselo, ma da chi si lascia voler bene senza opporre resistenza.

Credo che sia questo il motivo per cui il vangelo finisca con un’immagine che dovrebbe costantemente accompagnarci: “E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro”. “E presili in braccio…”, lasciarsi prendere in braccio da Lui è questo il segreto per accogliere nel migliore dei modi il regno di Dio. Da quella nuova prospettiva tutta la nostra vita cambia, si rinnova, ci libera davvero.

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