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Spiritualità
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Nella relazione col Padre siamo davvero noi stessi, amati e salvati

PADRE, FIGLIO, SALTO

Lopolo | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 04/04/22

La fede non è un pensiero, ma un rapporto vivo e presente col Padre che ci chiede di arrenderci al suo amore.

Vangelo di martedì 5 aprile

Di nuovo Gesù disse loro: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che vi dico. Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo. Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

(Giovanni 8,21-30)

Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati.

Morire nel proprio peccato è un po’ come cadere nelle sabbie mobili e pensare di potersi tirare fuori da soli. Soltanto qualcuno da fuori quelle sabbie può salvarci. La fede non è semplicemente credere che Dio esiste ma è lasciarsi salvare da Lui. Molte volte pensiamo alla fede più come un fatto intellettuale che come qualcosa di esistenziale, concreto, appunto che ci salva la vita. Ma la fede non è un’interpretazione della vita, ma un fatto che la cambia. Gesù, nel vangelo di oggi, ci dice il suo segreto:

Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradit”.

È la relazione con il Padre che rende Gesù capace di vivere fino in fondo la sua missione. Il nostro inferno molto spesso è la solitudine, mentre la nostra salvezza la sperimentiamo sempre in un legame. La fede è sapere di non essere soli, è avere l’interiore certezza di sapersi di Qualcuno, di sentirsi presi a cuore, amati, fino al punto di essere considerati un valido motivo per cui offrire la propria vita.

Gesù ha dato la vita per noi, quale altro argomento convincente vogliamo ancora per esserne convinti? Dovremmo imparare a smettere di ricercare rassicurazioni per arrenderci all’evidenza di questo amore che ha dato se stesso per noi.

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