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Amare tutto Gesù, senza scegliere solo la parte che ci conviene

DONNA, PREGHIERA, CROCE

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 07/04/22

Se Gesù è vero Dio e vero uomo, tutto cambia per noi. Non è solo un insegnamento che possiamo capire e utilizzare a nostro vantaggio.

Vangelo di venerdì 8 aprile

I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre». Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

(Giovanni 10,31-42)

Si avverte che mancano poche ore all’inizio della settimana santa dal clima teso che si respira nelle pagine del vangelo di Giovanni che stiamo leggendo durante questi giorni.

I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».

Ancora una volta il vangelo ci mette davanti a ciò che di scandaloso Gesù è venuto ad annunciarci. Finché lo prendiamo sul serio solo nella sua umanità, nelle dinamiche relazionali, nella lettura orizzontale della sua vita e del suo messaggio, Cristo è utile ma fondamentalmente innocuo. Ma ciò che fa di Lui qualcosa di diverso è proprio la Sua divinità. Gesù non è solo veramente uomo ma è anche veramente Dio. Noi cristiani lo dimentichiamo molto spesso.

Non ci scontriamo molto con questo scandalo, e ciò lo si vede dal fatto che di lui ci prendiamo solo ciò che ci conviene, ciò che ci serve, ciò che possiamo capire e utilizzare a nostro vantaggio. Essere cristiani significa pensare la propria vita a partire dalla totalità della persona di Gesù, cioè dalla sua umanità e dalla sua divinità insieme. Se Gesù è Dio tutto cambia per noi. Il suo insegnamento non è solo valido perché utile in termini esistenziali, ma è valido perché ha una profondità più grande della nostra semplice esistenza. Amare, allora, non è più un precetto ma una via di cielo che Egli ci ha lasciato.

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