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Film sul “Clint Eastwood in tonaca” che spianò la strada a Giovanni Paolo II

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David Ives - pubblicato il 14/11/22

“Prophet” verrà proiettato il 15 e il 17 novembre, ed è un'introduzione all'uomo che ha guidato la Polonia in decenni di dominio comunista e ha gettato le basi per Giovanni Paolo II


Parlando del collasso del comunismo negli anni Ottanta, lo storico Timothy Garton Ash ha notato che San Giovanni Paolo II, soprattutto con il suo viaggio del 1979 in Polonia, è stato un fattore decisivo per lo svolgimento di quegli eventi. “Senza il Papa non ci sarebbe stato Solidarność. Senza

Solidarność non ci sarebbe stato Gorbaciov. Senza Gorbaciov non ci sarebbe stato il crollo del comunismo”. Se avesse voluto, Ash avrebbe potuto andare ancora più indietro con la sua linea temporale a “effetto domino”, perché gli sforzi di Giovanni Paolo II sono stati costruiti sulle opere precedenti di qualcun altro – il cardinale Stefan Wyszyński, beatificato di recente e protagonista di un nuovo film del regista Michal Kondrat intitolato Prophet.

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Kondrat è noto soprattutto come forza motrice dietro docu-drammi religiosi come Faustina: Love and Mercy, del 2019, ma con Prophet si avventura finalmente nel mondo della regia. In un’intervista al quotidiano polacco Gazeta Krakowska, ha spiegato che il suo desiderio di realizzare il film è stato guidato da quella che percepiva come una mancanza generale di conoscenza, da parte dei più giovani in Polonia, di uno degli eroi nazionali più amati. Sono in qualche modo consapevoli di Wyszyński, ha affermato Kondrat, ma non lo “conoscono” davvero.

Per questo, spera che Prophet aiuterà a risolvere il problema presentando al pubblico una persona che descrive come un Clint Eastwood in porpora.

A questo scopo, il film descrive ovviamente le pietre miliari eroiche dell’episcopato di Wyszyński, come il suo pellegrinaggio “Grande Novena” per la Madonna Nera di Częstochowa e la sua celebrazione dell’anniversario per i mille anni della cristianizzazione della Polonia. La stoica determinazione di Wyszyński nel celebrare questi eventi a livello nazionale ha umiliato e fatto infuriare il regime comunista polacco. Il film si premura anche di includere questioni più personali, come le prime interazioni di Wyszyński con un giovane sacerdote di nome Karol Wojtyła, futuro autore di cose straordinarie.

Momento formativo

Tutto questo sarebbe comunque avvenuto dopo. Il film inizia nel 1953, con Wyszyński che sta per essere rilasciato da un internamento di tre anni per aver osato parlare contro lo Stato polacco. Sulla strada di casa, il neo-liberato Wyszyński ricorda un episodio dell’epoca in cui era cappellano durante la II Guerra Mondiale: un contadino polacco camminava tranquillamente in mezzo a un bombardamento, gettando semi mentre passava. Quando il giovane Wyszyński si era precipitato a tirar via l’uomo per la sua sicurezza, l’agricoltore aveva detto semplicemente: “Abbiamo bisogno di seminare, o resterà solo terra incolta”. Questo è descritto come un momento formativo, una filosofia che il cardinale avrebbe adottato nei decenni di lotta contro il comunismo.

Una buona parte del film documenta lo scontro verbale tra Wyszyński e Władysław Gomułka, primo segretario del Partito Operaio Unito Polacco e leader di fatto della Polonia per la maggior parte del mandato di Wyszyński. Gomulka viene presentato come un autentico “cattivo”, così militante nel suo ateismo da non riuscire nemmeno a rivolgersi a Wyszyński con uno dei suoi titoli clericali, riferendosi invece a lui solo come a un direttore della Chiesa. I comunisti amano cercare di controllare la lingua, vero? 

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Quando non si concentra sull’incontro mentale in corso tra Wyszyński e Gomulka, il film segue i rapporti pastorali del cardinale con un piccolo gruppo di laici, tra cui Kazia, una ragazza di cui si fa mentore dopo che è stata colta a rubare del cibo, e Magda, un’insegnante a cui offre regolarmente dei consigli. È attraverso il marito regista di Magda, Janek, che alla fine apprendiamo la fonte del titolo del film. In cerca di denaro, Janek è reclutato da Gomułka per spiare il cardinale come parte di “Profeta”, un’operazione di sorveglianza segreta progettata per scoprire qualsiasi prova che il Governo possa utilizzare per accusare Wyszyński di tradimento. Questi sforzi per intrappolare Wyszyński alla fine porteranno molta sofferenza a coloro che circondano il cardinale, soprattutto a Kazia.

Le “Piccole Otto”

Le più interessanti tra le conoscenze di Wyszyński sono le “Piccole Otto”, donne che gestiscono la maggior parte delle operazioni quotidiane della parrocchia, incluso l’ufficio editoriale, dove non sono contrarie a stampare di nascosto opuscoli dissidenti per aiutare il movimento polacco di resistenza clandestina. Sono divertenti le scene del film in cui il cardinale si trova di fronte a una situazione difficile e ordina al suo aiutante di convocare le “Piccole Otto” per gestire la situazione. È quasi sufficiente per desiderare una versione più fantastica e irrealistica del film in cui le “Piccole Otto” svolgono missioni segrete in stile Charlie’s Angels per la Chiesa ogni volta che se ne presenta la necessità. 

Ma questo è materiale per un altro tipo di opera. Fedele alle sue radici documentaristiche, con Prophet Kondrat è fondamentalmente interessato a presentare una storia rispettosa e realistica. Nel complesso, il film si presenta come un racconto per lo più diretto degli eventi, anche se ci sono occasionali “infiorettamenti” da regista, soprattutto nelle scene che circondano la violenza che scoppia durante le proteste del 1970.  Con questo approccio, il film realizza ciò che Kondrat si proponeva di fare, ovvero fungere da bella introduzione all’uomo che ha guidato la Polonia per decenni di dominio comunista, proteggendo le basi spirituali del Paese e preparando il terreno per il trionfo finale di Papa Giovanni Paolo II.

Prophet uscirà in alcune sale selezionate il 15 e il 17 novembre.

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