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Santi che hanno vissuto in periodi di grande agitazione

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Meg Hunter-Kilmer - pubblicato il 17/02/23

Uomini e donne che hanno trovato la santità anche quando il mondo sembrava crollare intorno a loro

Dopo un periodo di incertezza, paura e sofferenza su scala mondiale, molti di noi si ritrovano a contare i giorni nella speranza che il futuro ponga fine alla nostra pena.

Il 2023 non ha però cancellato la pandemia, restaurato l’economia globale né risolto l’agitazione politica che affligge varie Nazioni.

Fortunatamente, sappiamo che i santi si forgiano in tempi di inquietudine forse ancor più facilmente che in quelli di stabilità.

Mentre cerchiamo di diventare santi in un mondo in tumulto, guardiamo a coloro che ci hanno preceduto e che hanno trovato la santità anche quando il mondo intorno a loro sembrava crollare.

Beato Jacques Bonnaud (1741-1792)

Nato ad Haiti, venne mandato in Francia da bambino per evitare le difficoltà che la pelle scura gli aveva portato come meticcio nelle Americhe.

In Francia venne educato dai Gesuiti, ed entrò presto nella Compagnia di Gesù.

Quando era ancora in formazione, l’ordine dei Gesuiti si dissolse in Francia. Bonnaud si vide così costretto a trovare un altro modo per seguire la sua vocazione, in un seminario diocesano. 

Una volta ordinato, padre Bonnaud visse meglio che poté in base alla regola gesuita mentre serviva come sacerdote nell’arcidiocesi di Parigi.

In seguito divenne vicario generale di Lione, incarico che ricoprì per vari anni, mentre la Rivoluzione scuoteva il Paese. Morì martirizzato per aver rifiutato di giurare fedeltà allo Stato.

Beata Catherine Jarrije (1754-1836)

Era una contadina francese che cercò di dominare il suo spirito ribelle dopo essere diventata laica domenicana.

Quando scoppiò la Rivoluzione, però, scoprì che Dio l’aveva resa ribelle a uno scopo.

Trascorse il periodo della crisi portando di nascosto sacerdoti da un luogo all’altro, assicurandosi che nessun bambino restasse senza Battesimo e nessuno morisse senza aver ricevuto i sacramenti.

Ingannò i rivoluzionari, usando il sarcasmo e l’improvvisazione per salvare vite umane.

Dopo la Rivoluzione tornò a una vita più tranquilla mendicando per i poveri, ma mantenne la sua reputazione di eroina dei cattolici locali.

Venerabile Félix Varela y Morales (1788-1853)

È stato un sacerdote e uno statista cubano, nonché docente di seminario i cui contributi intellettuali a Cuba sono stati così significativi che spesso viene chiamato “Colui che ci ha insegnato a pensare”.

Quando venne inviato come rappresentante al Parlamento spagnolo, approfittò di quell’opportunità per pronunciarsi a favore dell’abolizione della schiavitù e della libertà delle colonie spagnole.

Venne condannato a morte, ma fuggì a New York, dove trascorse il resto della vita in esilio, servendo le comunità di immigrati (soprattutto irlandesi) e lavorando per formare la Chiesa cattolica in America per guidare il cammino di sostegno agli immigrati.

Zygmunt Szczęsny Feliński (1822-1895)

Nacque in una famiglia orgogliosamente polacca in un’epoca in cui non esisteva una Polonia indipendente. Suo padre morì quando lui aveva 11 anni.

Quando ne aveva 18, la madre venne esiliata in Siberia per il suo sentimento polacco. Zygmunt fu coinvolto in una rivoluzione fallita, e in seguito diventò sacerdote diocesano. 

Venne nominato arcivescovo di Varsavia mentre la città era assediata dai Russi, ma servì solo 16 mesi prima di essere esiliato in Siberia per 20 anni. L’acivescovo Feliński trascorse il resto della sua vita in semiesilio nell’attuale Ucraina.

San Rafael Guízar y Valencia (1878-1938)

Venne ordinato in Messico quando aveva 23 anni.

Durante la Rivoluzione messicana si vide costretto a nascondersi prima di fuggire in Stati Uniti, Guatemala e Cuba. 

Dopo anni di esilio, venne nominato vescovo di Veracruz e tornò in Messico, ma trascorse la metà dei suoi 18 anni di episcopato in esilio o in clandestinità.

Beata Natalia Tulasiewicz (1906-1945)

Fu poeta, violinista e insegnante. Sognava di proseguire gli studi fino al dottorato, ma quando i Tedeschi invasero la Polonia divenne membro della Resistenza, insegnando in segreto la cultura polacca prima di andare in una fabbrica tedesca per portare fede e speranza alle donne polacche costrette a lavorarvi.

Alla fine i nazisti scoprirono i circoli di preghiera e i ritiri organizzati da Natalia e la mandarono in un campo di concentramento. Lì continuò ad essere un faro di speranza e apostolo di Ravensbrück, finché non venne assassinata in una camera a gas.

Venerabile François-Xavier Nguyen Van Thuan (1928-2002)

È stato consacrato arcivescovo di Saigon a 47 anni, una settimana prima della caduta della città nelle mani delle forze comuniste.

Qualche mese dopo è stato arrestato e internato in un campo comunista, in cui è rimasto 13 anni, nove dei quali in regime di isolamento.

Durante quel periodo, l’arcivescovo Van Thuan ha evangelizzato le sue guardie, celebrava la Messa usando la mano come calice e ha trasmesso di contrabbando messaggi di speranza al suo popolo. È stato poi liberato, ma ha trascorso gli ultimi 11 anni della sua vita in esilio.

Servo di Dio Ragheed Aziz Ganni (1972-2007)

Era un giovane sacerdote iracheno che giocava a calcio e parlava agli incontri giovanili.

Ha trascorso il suo sacerdozio unendo il suo popolo di fronte agli incessanti attacchi terroristici contro i cristiani nella sua città natale, Mosul.

La sua parrocchia è stata attaccata almeno dieci volte, ma lui rifiutava di vivere nella paura e diceva: “Senza l’Eucaristia domenicale non possiamo vivere”.

È stato assassinato dai terroristi per non aver voluto tenere chiusa la sua chiesa dopo le minacce che aveva ricevuto.

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