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Macron invoca il “diritto” all’aborto nella Carta Europea dei Diritti

EMMANUEL MACRON

Thomas SAMSON / AFP

Agnès Pinard Legry - pubblicato il 19/01/22

Emmanuel Macron ha indicato di voler iscrivere il “diritto all’aborto” (sic!) nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali. Ne ha dato l’annuncio oggi, mercoledì 19 gennaio, durante un discorso davanti al Parlamento Europeo in occasione della presidenza francese dell’Unione europea.

Sarà la goccia che fa traboccare il vaso? Nel corso del suo discorso davanti all’Europarlamento, a Strasburgo, in occasione della presidenza francese dell’Unione Europea, Emmanuel Macron ha annunciato di voler iscrivere il “diritto all’aborto” (sic!) nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali: 

Vent’anni dopo la proclamazione della nostra Carta dei Diritti Fondamentali, che ha consacrato in particolare l’abolizione della pena di morte ovunque, nell’Unione, auspico che possiamo aggiornare la Carta, e in particolare perché essa sia più precisa sulla protezione dell’ambiente o il riconoscimento del diritto all’aborto. 

Così il Presidente francese, che ha subito proseguito: 

Apriamo liberamente questo dibattito con i nostri concittadini, con le grandi coscienze europee, per dare nuovo vento alla scia dei diritti che forgia questa Europa, forte dei suoi valori, il solo avvenire del nostro progetto politico comune. 

Una prolife alla testa del Parlamento europeo 

Sono dichiarazioni da comprendere alla luce di più elementi: il primo è l’elezione, alla vigilia di questo discorso, ossia il 18 gennaio, della maltese Roberta Metsola alla testa dell’Europarlamento. Eurodeputata dal 2013, ha votato più volte contro risoluzioni atte a promuovere l’aborto. A tal proposito, mentre alcuni paesi avevano storto il naso sull’adesione di Malta all’Unione europea in virtù del suo divieto di aborto, Roberta Metsola ha ricordato, in un’intervista rilasciata alla stampa maltese, che che quello è «un dibattito da tenersi a Malta» e non nell’Unione europea. 

Il ritorno al senato francese della proposta di legge che punta a «rinforzare il diritto all’aborto», proprio oggi, 19 gennaio 2022 – proposta che mira ad allungare alla 14ª settimana il lasso di tempo in cui sia lecito abortire – è un altro elemento da tenere a mente quando Emmanuel Macron propone di iscrivere il “diritto” all’aborto nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione. A partire dal dicembre 2009 e dall’entrata in vigore del trattato di Lisbona, la Carta dei Diritti Fondamentali ha la medesima forza giuridica dei trattati: essa è dunque cogente per gli Stati membri, e ogni cittadino può appellarvisi in caso di mancato rispetto di quei diritti da un testo europeo. 

«I valori del progressismo occidentale» 

Immediate le reazioni politiche al discorso: Éric Zemmour ha accusato Emmanuel Macron e la Commissione europea di voler «imporre i valori del progressismo occidentale» a Paesi come la Polonia e l’Ungheria: 

L’Europa di Emmanuel Macron è una Europa senza corpo, una Europa senza testa e una Europa senz’anima […]. È un’Europa teorica e, in definitiva, artificiale. 

Così ha incalzato in un discorso pronunciato da Calais: 

Essa è diretta da élites astratte, impersonali, prive di qualsivoglia legittimità agli occhi dei popoli. È una Europa che si divelle le radici, che cancella la propria storia, che non s’identifica in alcuna maniera con la civiltà da cui proviene. 

Eurodeputato e candidato alle Presidenziali de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, il quale da parte sua vorrebbe iscrivere il “diritto” all’aborto nella Costituzione, vi ha visto «il discorso di un uomo che sembra consumato». Da parte sua Jordan Bardella, eurodeputato e presidente ad interim del Rassemblement national, ha denunciato: 

Il suo progetto politico ha lo scopo di cancellare le nazioni d’Europa, il nostro di salvarle. Bisogna decostruire la storia di Francia, aveva dichiarato: è dunque comprensibile il suo entusiasmo nel trovarsi oggi alla testa di un’istituzione che si è data per obiettivo la dissoluzione di una Europa millenaria. 

Incoerenza 

Portavoce di Alliance Vita, Tugudal Derville ha reagito su Twitter interrogando le due proposizioni che Emmanuel Macron vorrebbe aggiungere alla Carta – il “diritto” all’aborto e la protezione dell’ambiente – alla luce del magistero di papa Francesco: 

Poiché tutto è connesso, la difesa della natura non è compatibile neanche con la giustificazione dell’aborto. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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