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Khalid: in carcere per spaccio oggi accompagna le persone disabili

RAGAZZO MAROCCHINO

FranciscoMarques | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 28/05/22

La storia di Khalid che a 14 anni arriva in Italia e inizia presto a spacciare droga. Finisce in carcere e lì avvengono degli incontri fondamentali: "(...) persone che hanno creduto in me, mi hanno ascoltato, aiutato".

La rubrica Buone notizie dell’edizione del 15 maggio del Corriere della Sera ospita la testimonianza di riscatto di Khalid, un giovane marocchino di 38 anni, giunto in Italia all’età di 14, presto finito nel circuito dello spaccio della droga.

La storia di Khalid

Ad un certo punto è stato arrestato finendo nel carcere di San Vittore.

Un mondo di restrizioni e di sofferenza – commenta – che ora mi sembra lontano, ma che ricordo molto bene.

(Ibidem)

In carcere ho incontrato persone che hanno creduto in me

Ma non è di questo che vuole parlare il giovane uomo, ma di chi proprio nel carcere ha incontrato e gli ha permesso di cambiare prospettiva di vita.

Una equipe di psicologhe, operatrici e operatori, volontari. Persone che hanno creduto in me, mi hanno ascoltato, aiutato non solo a tirarmi su nei momenti difficili ma soprattutto  a capire cosa volevo fare della mia vita (…) A San Vittore ho incontrato Papa Francesco che ha pranzato seduto tra noi e ha diviso la sua cotoletta con me, che tra l’altro sono musulmano. Ho conosciuto Marta Cartabia, quando non era ancora ministra ed era venuta a trovarci. E così un po’ per volta, insieme, e questa parola la ripeto, insieme, perché nulla si può fare senza aiuto di qualcuno da una parte e volontà personale dall’altra, mi sono ritrovato dentro un percorso.  

(Corriere)

Il percorso fuori dal carcere

Un percorso difficile ed impegnativo che ha stravolto i suoi schemi e comportamenti abituali.

Non sono “io” ad essere cambiato, io sono sempre me stesso. Ma sono cambiate le cose che mi piacciono, che faccio, che penso. E il percorso è proseguito fuori, quando mi è stato proposto di andare avanti sulla strada della cura e del reinserimento attraverso una comunità, quella che mi ha accettato e in cui mi trovo tuttora.

(Ibidem)

Khalid accompagna sei persone disabili

Khalid vive attualmente presso la comunità Emmanuel in provincia di Varese, ed è impegnato la mattina ad accompagnare con il furgone persone con disabilità ai centri diurni che frequentano, per poi riportarle a casa nel pomeriggio.

Nella parte centrale della giornata smette la “divisa” da autista per indossare quella di operatore del verde e curare i giardini del comune di Cassano Magnago. E’ ormai vicino il traguardo della fine di questa esperienza che segna il passaggio nella sua seconda vita.

“Porto la mia testimonianza nelle scuole”

Pazienza e obiettivi precisi, questa è la via. E ora ho un lavoro, amicizie sane. Porto la mia testimonianza nelle scuole per evitare che altri ragazzi facciano gli stessi errori che avevo fatto io alla loro età.

(Ibidem)

Oggi so di poter chiedere aiuto

Ma Khalid è consapevole che lui stesso dovrà impegnarsi ancora molto e rimanere vigile per evitare di commettere nuovamente gli sbagli di una volta:

Certo il timore di ricadere è sempre presente: esserci passato mi ha insegnato che la debolezza è sempre in agguato. Mai dare per scontato niente. Ma so anche di essere più forte, determinato, soprattutto consapevole di potere chiedere aiuto e che saperlo chiedere nei momenti difficili della vita è la prova di forza più grande che puoi dare.

(Corriere)
Tags:
carceredisabilidisabilitàdroga
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