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«Cose nuove e cose antiche», la ricchezza viva della Tradizione

BAMBINO CON VECCHIO LIBRO

Anelina|Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 27/07/22

Il segno della vita, soprattutto quella della Chiesa, è la tensione positiva e feconda tra cose antiche e cose nuove.

Vangelo di Giovedì 28 Luglio

 Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci.  Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.  Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni  e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
 Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».  Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

(Matteo 13,47-53)

«Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Ho sempre pensato che in questo versetto del Vangelo è racchiusa tutta la forza della Tradizione della Chiesa.

Infatti tra chi immagina la Tradizione come un guscio dentro cui nascondersi dalla precarietà del mondo e chi invece la contesta pensando di poterne fare a meno, Gesù propone la via più giusta che è la capacità di saper tenere insieme cose antiche e cose nuove. Ciò non riguarda solo la Chiesa ma ogni esperienza umana.

Infatti delle volte passiamo la vita volendo ripetere solo ciò che hanno fatto i nostri genitori e i nostri nonni, e altre volte passiamo la maggior parte dei nostri anni a contestare ogni singola cosa che ci è stata data.

La verità però risiede nella capacità di saper fare tesoro di un’appartenenza e di avere però il coraggio di essere sé stessi operando anche delle novità inedite.

Ciò non è mai indolore, ma non dobbiamo temere questa conflittualità che nasce dalla vita stessa, anzi è proprio essa il segno della vita.

Oggi ci viene posta una domanda decisiva: che rapporto abbiamo con ciò che abbiamo ricevuto come tradizione dagli altri? E quanto coraggio abbiamo di assumerci la nostra responsabilità nel prendere delle decisioni nuove? 

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