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L’imprenditore finito a chiedere pasti alla mensa dei poveri: “Ho perso tutto”

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Shutterstock | addkm

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 26/10/22

Cala il fatturato, aumentano i consumi: l'azienda fallisce. Tutto quello che resta a Salvatore Sortino è l'aiuto dell'Opera Cardinal Ferrari

Da imprenditore con importanti fatturati al fallimento totale e alla povertà. Da qualche tempo è in fila a chiedere un pasto alla mensa dei poveri. In tempi di crisi si stanno moltiplicando storie come quella di Salvatore Sortino.

Il passo più lungo della gamba

«Qualche anno fa il lavoro ha iniziato a calare e io per risalire ho fatto il classico passo più lungo della gamba», così ha inizio il dramma di Salvatore Sortino, l’ex imprenditore di successo finito in grave stato di indigenza. Oggi con grande dignità fa la fila per un pasto caldo presso l’Opera Cardinal Ferrari di Milano. Salvatore, 62 anni, racconta la sua storia nel *nuovo numero di Famiglia Cristiana in edicola dal 27 ottobre 2022. 

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La copertina del nuovo numero di Famiglia Cristiana in cui si trova la storia di Sortino.

“Qui mi trovo veramente bene”

Ogni mattina si reca all’associazione che da più di cento anni si occupa di chi ha bisogno, scambia due chiacchiere, legge un libro e soprattutto attende che qualcuno lo chiami per offrirgli un lavoretto. «In pochi mesi – afferma Salvatore Sortino – ho perso tutto: anche la casa e l’auto sono finite all’asta. Qui mi trovo veramente bene. Ho conosciuto tanti amici e amiche e poi ci sono i dipendenti e i volontari su cui puoi contare per qualsiasi cosa. La povertà fa paura: oggi – continua l’imprenditore finito sul lastrico – ci vuole un attimo a passare dalla ricchezza alla miseria».

L’allarme del Banco Alimentare 

Una testimonianza toccante dedicata al fenomeno dei nuovi poveri che, come denuncia in un’intervista il presidente del Banco Alimentare Giovanni Bruno, a causa del rincaro dell’energia stanno aumentando sensibilmente: «ci troviamo davanti a una situazione economica e sociale drammatica, che non risparmia nemmeno le aree economicamente più vivaci del Paese. Basta un imprevisto – anche la riparazione dell’automobile – a mandare in tilt bilanci familiari già precari».

Da Draghi a Meloni

Anche il Primo piano del settimanale, commentando il passaggio di consegna dall’ex al nuovo premier, richiama questo dramma: «Mario Draghi – che non possiamo non ringraziare per come ha affrontato la gravissima crisi di questi mesi -, insieme alla tradizionale campanella, ha consegnato alla Meloni e al suo governo un incoraggiante accordo a livello europeo sul “price cap”, per contenere il prezzo dell’energia, e un’agenda obbligata per permettere al Paese di uscire dalle secche di una terribile crisi sociale che sta pesantemente battendo sulla nostra gente».

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