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Umberto: morto per una bottiglia d’acqua, crocifisso dal web

UOMO, PROFILO, NASO,

Katia Regina Silveira | Shutterstock

Silvia Lucchetti - pubblicato il 28/04/22

La triste vicenda di un uomo con gravi problemi mentali morto accidentalmente mentre tentava di prendere delle bottiglie d'acqua da una grossa catasta di bancali. Sul web si sono scatenati commenti offensivi in assenza della benché minima compassione

I quotidiani dei giorni scorsi hanno riportato la cronaca di una vicenda doppiamente triste, in quanto ha visto la morte accidentale di un uomo, Umberto Sorrentino, e i commenti aspramente sarcastici che al riguardo si sono scatenati sui social. 

Il 47enne riminese, nel giorno di Pasquetta cercando di sfilare delle bottiglie d’acqua nel piazzale esterno al supermercato Conad di Cattolica, è stato investito da pesanti bancali che gli sono caduti addosso. 

Il cadavere dell’uomo è stato rinvenuto solo il giorno dopo da alcuni dipendenti dell’esercizio commerciale che rientravano al lavoro dopo il lunedì festivo.

I terribili commenti dopo la morte di Umberto Sorrentino

La tragedia di questa morte per molti versi assurda ha però scatenato gli haters della tastiera che hanno postato commenti quantomeno macabri e irriverenti:

“E poi dicono che bere molta acqua fa bene”, “Cosa vuol dire essere astemio”, “Se l’è cercata”, “È stato un incidente sul lavoro”, “Era un ladro, adesso un ladro in meno”, “Morire per una bottiglia d’acqua, se aveva sete poteva andare ad una fontanella”. E via frasi di questo registro.

Le parole della mamma di Umberto Sorrentino

La madre, Maria Rosaria Cimmino, ha così reagito:

Sono parole ripugnanti. È come se il mio Umberto fosse morto due volte. La prima ucciso dai bancali. La seconda, da tutto l’odio che circola in Rete. Mio figlio non era né un criminale, né uno sbandato. Umberto soffriva di gravi problemi, ma non era un ladro. Io ho passato la mia vita a cercare di aiutarlo.

(ilrestodelcarlino)

“Sono andata a cercarlo, ero disperata”

Nell’intervista che la signora ha rilasciato a caldo le è stato chiesto se quella sera in cui il figlio non è rientrato a casa ha temuto subito il peggio.

Mi ero spaventata, sono andata a cercarlo in lungo e in largo. Il giorno di Pasquetta era uscito di casa per farsi un giro. La sera verso le 21 mi ha telefonato, mi ha detto che sarebbe rincasato nel giro di pochi minuti e mi ha chiesto se gli cucinavo la carbonara. Mi sono messa ai fornelli, ho visto che passava il tempo e lui non si faceva vedere. Così sono andata a cercarlo. Ero disperata. 

(Ibidem)

I problemi di Umberto

Possiamo solo immaginare l’angoscia di questa madre preoccupata per un figlio chiaramente e da tempo problematico. 

Mio figlio ha avuto una vita molto, molto difficile. È stato vittima di bullismo quando era adolescente, poi ha avuto problemi con l’alcol e con la droga. È stato in varie comunità di recupero, alla fine tornava sempre a casa. Purtroppo soffriva di gravi problemi psichici. Per questo avevamo nominato un tutore, e chiesto ai giudici di collocarlo in un istituto dove potesse essere curato. Il 6 aprile il tribunale aveva disposto che Umberto venisse sistemato, dal dipartimento di salute mentale, in una struttura adeguata. Se tutto questo fosse avvenuto, Umberto sarebbe ancora vivo… 

(ilrestodelcarlino)

“Chi ha scritto o detto certe cose sul suo conto si dovrebbe vergognare” 

Come non comprendere questa amara riflessione di una madre che ha perso un figlio, non essendo riuscita a proteggerlo da se stesso e con lo strazio di una morte avvenuta in estrema solitudine nell’impossibilità di chiedere aiuto! 

A chi le chiede le ragioni del comportamento di Umberto risponde:

Non c’è un motivo. A Umberto purtroppo capitava di compiere gesti senza senso, ma non era né un criminale né uno sbandato. E a casa, tra l’altro, eravamo pieni di bottiglie d’acqua. Non so cosa sia scattato nella sua testa in quel momento. So soltanto che Umberto ora non c’è più, e che chi ha scritto o detto certe cose sul suo conto si dovrebbe vergognare.  

(Ibidem)

Umberto Sorrentino morto il giorno del Lunedì dell’Angelo

La vice-sindaco di Rimini Chiara Bellini, commentando queste esternazioni, le ha ritenute il sintomo di una pietà che muore, mentre i familiari le hanno accostate, anche per la vicinanza al periodo pasquale, al “crucifige” gridato dalla folla contro Gesù innocente.

Personalmente quando ho appreso della vicenda di Umberto Sorrentino, ho provato subito profonda vicinanza e compassione. Per lui, per la sua mamma e per tutti i suoi cari. Mi sono risuonati nel cuore i primi versi di una delle letture (Isaia 55, 1-11) della Veglia di Pasqua che da pochi giorni abbiamo vissuto. Chissà se Umberto e la sua famiglia avevano avuto modo di ascoltarla il giorno prima della sua morte, mi piace pensare che ciò sia avvenuto.

“Venite all’acqua”

Così dice il Signore:

«O voi tutti assetati, venite all’acqua,

voi che non avete denaro, venite;

comprate e mangiate; venite, comprate

senza denaro, senza pagare, vino e latte (…)».

Riposa in pace, Umberto

Umberto Sorrentino è salito al Cielo nel giorno del Lunedì dell’Angelo, quando al mattino le donne trovano il sepolcro vuoto e accolgono l’annuncio della Resurrezione. Sembra paradossale dirlo: però che data straordinaria in cui morire. Un sacerdote una volte disse che chi vive una vita vicino al Signore si vede anche dal giorno in cui muore.

Riposa in pace, Umberto, nella Gerusalemme celeste. Questa volta sei tornato davvero a casa. La tua “sete” ora è finalmente appagata.

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